Come scegliere il colore degli artificiali nello spinning.
Come scegliere il colore degli artificiali nello spinning: guida completa
Quando pratichiamo pesca a spinning in mare, una delle domande che ci poniamo più spesso riguarda il colore dell'artificiale.
Meglio un colore naturale? Un colore acceso? Un artificiale scuro? Un minnow bianco? Oppure un colore completamente diverso da quello che utilizzeremmo normalmente?
La scelta dovrebbe essere valutata principalmente in base alle condizioni che troviamo davanti a noi: quantità di luce, limpidezza dell'acqua, profondità, presenza di schiuma e comportamento dei predatori.
In questa guida vediamo quindi come scegliere il colore degli artificiali nello spinning, cercando di capire quali siano le principali linee guida e, soprattutto, perché non dobbiamo considerarle delle regole assolute.
Il colore dell'artificiale fa davvero la differenza?
Sì, il colore può avere un ruolo importante, ma non dovrebbe essere considerato l'unico elemento capace di determinare l'attacco di un predatore.
Un artificiale viene percepito attraverso diversi segnali.
Il predatore può infatti individuare l'esca attraverso:
profilo;
movimento;
vibrazioni;
rumori;
riflessi;
contrasto con l'ambiente circostante;
eventuali odori, nel caso di alcuni siliconici;
dimensioni e volume dell'artificiale.
Questo significa che scegliere un colore corretto può essere importante, ma non dobbiamo dimenticare tutto ciò che l'artificiale è in grado di fare sott'acqua.
Un minnow naturale, ad esempio, può risultare molto efficace in determinate condizioni di luce e acqua limpida. Lo stesso artificiale potrebbe invece diventare meno visibile quando la visibilità diminuisce drasticamente.
Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto più importante di questa serie.
Le due principali linee guida per scegliere il colore
Semplificando, possiamo individuare due situazioni molto comuni.
Sole alto e mare limpido → colori naturali
Quando abbiamo molta luce e acqua particolarmente limpida, generalmente possiamo orientarci verso colorazioni naturali, capaci di ricordare maggiormente i piccoli pesci presenti nell'ambiente.
Buio, cielo coperto o acqua torbida → colori accesi e contrastanti
Quando invece la luce diminuisce oppure l'acqua diventa torbida, possiamo valutare colorazioni più accese e più facilmente distinguibili.
Colori come bianco, arancio, giallo o altre tonalità molto visibili possono creare un contrasto maggiore rispetto all'ambiente circostante.
Ma attenzione: queste sono linee guida, non leggi della pesca.
Sole alto e mare limpido: meglio colori naturali?
In presenza di sole alto e acqua limpida, un artificiale dalle tonalità naturali può essere una scelta molto interessante.
Possiamo pensare, ad esempio, a colorazioni che ricordano:
sardine;
alici;
acciughe;
piccoli cefalopodi;
altri pesci foraggio presenti nello spot.
Un minnow azzurro con dorso scuro, argento o comunque con una livrea simile a quella di un piccolo pesce può risultare particolarmente coerente con l'ambiente.
In queste condizioni il predatore può avere una buona capacità visiva e distinguere facilmente ciò che si trova nell'acqua.
Per questo motivo potrebbe essere vantaggioso presentare un artificiale dall'aspetto relativamente naturale.
Non significa però che un colore naturale sia sempre vincente.
Un predatore può attaccare anche un artificiale dai colori completamente differenti dalla preda presente nello spot.
Buio e acqua torbida: aumentiamo il contrasto
Quando la quantità di luce diminuisce, la situazione cambia.
Di notte, durante le giornate molto nuvolose o quando l'acqua è particolarmente torbida, la visibilità dell'artificiale può diminuire.
In queste condizioni possiamo cercare di rendere l'esca più facilmente individuabile, utilizzando colori che creino un contrasto maggiore con l'ambiente.
È il motivo per cui spesso vengono utilizzate colorazioni molto accese.
Bianco, arancio, giallo, e altre tonalità ad alta visibilità possono essere interessanti da provare.
Anche in questo caso, però, non dobbiamo trasformare questa indicazione in una regola assoluta.
Il concetto più importante: il contrasto
Più che ragionare esclusivamente in termini di "colore naturale" o "colore acceso", sarebbe più corretto pensare al contrasto dell'artificiale rispetto all'ambiente circostante.
Questo concetto può aiutarci a comprendere anche alcune situazioni apparentemente controintuitive.
Un esempio molto interessante è rappresentato dal colore nero durante la notte.
Potrebbe sembrare strano utilizzare un artificiale completamente nero quando c'è pochissima luce.
In realtà, osservando l'artificiale dal basso verso la superficie, la sua silhouette scura può creare un forte contrasto contro la luce presente sopra di esso.
Per questo motivo un minnow nero può diventare una scelta estremamente interessante durante alcune sessioni notturne.
Quindi:
non chiediamoci soltanto "qual è il colore migliore?", ma anche "quale colore crea il miglior contrasto in questa situazione?"
Un artificiale nero di notte può funzionare?
Assolutamente sì.
Il nero è uno degli esempi migliori per capire perché non dobbiamo affidarci esclusivamente alle regole più comuni.
Immaginiamo un predatore che osserva l'artificiale dal basso.
Sopra di lui può esserci una superficie più luminosa, soprattutto in presenza della luna.
Un artificiale scuro può quindi apparire come una silhouette molto definita.
Questo può rendere il profilo dell'esca facilmente riconoscibile.
Per questo motivo, durante una pescata notturna, non dovremmo escludere a priori un artificiale nero.
Anzi, può essere una delle colorazioni che vale la pena provare.
Quindi i colori accesi sono sempre migliori con acqua torbida?
No.
Anche questa sarebbe una semplificazione eccessiva.
L'acqua torbida riduce la visibilità, ma le condizioni possono essere molto diverse tra loro.
Possiamo avere:
acqua leggermente velata;
acqua molto torbida;
mare mosso con schiuma;
cielo coperto;
poca luce;
notte completa;
acqua profonda;
acqua bassa.
Tutte queste condizioni possono modificare il modo in cui il predatore percepisce l'artificiale.
Per questo motivo è utile avere nella propria cassetta diverse colorazioni, anziché affidarsi sempre allo stesso colore.
Il mare mosso cambia la situazione
Il movimento del mare è un altro elemento da considerare.
Con mare mosso aumenta la quantità di movimento e di disturbo nell'ambiente.
L'acqua può diventare più torbida e la schiuma può ridurre ulteriormente la visibilità.
In queste condizioni può diventare interessante utilizzare artificiali capaci di farsi percepire attraverso più segnali.
E qui arriviamo a un aspetto fondamentale: il colore non è l'unico sistema con cui un artificiale comunica con il predatore.
Non dimentichiamo suoni e vibrazioni
Un artificiale, durante il recupero, può produrre suoni e vibrazioni che vengono percepiti dai predatori.
Questo è particolarmente importante quando parliamo di artificiali dotati di rattling.
Il rattling è il rumore prodotto da piccole sfere, generalmente metalliche, che si muovono all'interno dell'artificiale e possono entrare in collisione tra loro durante il recupero.
Il risultato è un segnale acustico che si aggiunge a quelli prodotti dal movimento dell'esca.
In molte situazioni questo può aumentare il richiamo dell'artificiale.
Ricordi? ne abbiamo parlato in questo articolo.
Anche i siliconici possono produrre segnali interessanti
Il discorso non riguarda solamente gli artificiali rigidi.
Anche alcuni artificiali siliconici possono produrre vibrazioni durante il recupero.
La forma della coda, del corpo e delle appendici può generare movimenti e vibrazioni percepibili dal predatore.
In alcuni casi, inoltre, determinati siliconici possono essere associati a sistemi o sostanze che producono scent, ovvero un richiamo olfattivo.
In questo modo il pescatore può utilizzare contemporaneamente diversi tipi di stimolo.
Naturalmente non tutti i siliconici producono le stesse vibrazioni e non tutti possiedono caratteristiche legate allo scent.
Colore, movimento, vibrazioni e rumore: dobbiamo considerarli insieme
A questo punto possiamo capire perché scegliere un artificiale esclusivamente in base al colore può essere limitante.
Immaginiamo due artificiali identici per dimensioni e colore.
Uno è silenzioso e produce poche vibrazioni.
L'altro emette un forte rattling e produce vibrazioni più marcate.
Anche se visivamente possono sembrare molto simili, sott'acqua stanno presentando due segnali completamente diversi.
Per questo motivo, quando scegliamo un artificiale, dovremmo considerare almeno:
1. Colore
Come viene percepito nell'ambiente?
2. Silhouette
Quanto risalta il profilo dell'artificiale?
3. Movimento
Come si comporta durante il recupero?
4. Vibrazioni
Quanto segnale trasmette nell'acqua?
5. Rumore
È dotato di rattling oppure è silenzioso?
6. Scent
Nel caso dei siliconici, è presente anche un richiamo olfattivo?
Non esiste il "colore miracoloso"
Uno degli errori più comuni nello spinning è pensare che esista un colore capace di catturare sempre più pesci degli altri.
Non è così.
Possiamo avere una giornata nella quale un colore naturale sembra imbattibile e, magari pochi giorni dopo, lo stesso spot può regalarci risultati completamente diversi con una colorazione molto più appariscente.
Le condizioni cambiano.
Cambiano la luce, il vento, il mare, la trasparenza dell'acqua, la presenza di foraggio e anche l'attività dei predatori.
Per questo motivo l'esperienza del pescatore rimane fondamentale.
Come scegliere concretamente il colore dell'artificiale?
Possiamo utilizzare una semplice sequenza mentale prima di iniziare a pescare.
1. Osserva la luce
C'è il sole?
È nuvoloso?
È l'alba?
È il tramonto?
È notte?
2. Guarda l'acqua
È limpida?
È leggermente velata?
È torbida?
C'è molta schiuma?
3. Osserva il mare
È calmo?
Mosso?
Molto mosso?
4. Considera il foraggio
Ci sono piccoli pesci?
Riesci a vedere cosa stanno mangiando i predatori?
5. Scegli il contrasto
Chiediti quale colore possa rendere l'artificiale maggiormente distinguibile in quelle condizioni.
6. Valuta anche il comportamento dell'artificiale
Non fermarti al colore.
Considera movimento, vibrazioni e presenza o meno di rattling.
Un esempio pratico
Supponiamo di arrivare su una spiaggia durante una giornata estiva, con:
sole alto;
mare calmo;
acqua limpida;
piccoli pesci foraggio visibili.
Una prima scelta potrebbe essere un minnow dalla colorazione naturale, magari simile a una sardina o a un'alice.
Immaginiamo invece di tornare nello stesso punto al tramonto, con poca luce e acqua leggermente torbida.
Potremmo provare un artificiale più contrastante.
Se poi arrivasse una forte mareggiata e l'acqua diventasse molto torbida, potremmo valutare ulteriormente colorazioni ad alta visibilità e artificiali capaci di produrre più vibrazioni e rumore.
Infine, durante una notte con cielo scuro e luna visibile, potremmo provare anche un artificiale nero, sfruttando il contrasto della silhouette contro la luminosità della superficie.
Lo stesso spot.
Ma condizioni completamente diverse.
E quindi anche una scelta dell'artificiale diversa.
La vera regola: adattarsi alle condizioni
Se dovessimo riassumere tutto in una sola frase, potremmo dire:
il colore dell'artificiale dovrebbe essere scelto in funzione del contrasto che può creare con l'ambiente circostante.
Le colorazioni naturali possono essere un ottimo punto di partenza con molta luce e acqua limpida.
Le colorazioni accese possono diventare interessanti quando diminuisce la visibilità.
Il nero può creare un contrasto sorprendente durante la notte.
Ma nessuna di queste indicazioni è una regola matematica.
La pesca è fatta di osservazione, tentativi e adattamento.
Conclusioni
La scelta del colore degli artificiali nello spinning è uno degli aspetti più interessanti, ma anche più discussi, della pesca con gli artificiali.
Non esiste una colorazione capace di funzionare sempre e in qualsiasi condizione.
Il nostro compito è osservare lo spot e capire come il predatore potrebbe percepire l'artificiale.
Sole alto e acqua limpida possono suggerire una colorazione naturale.
Buio e acqua torbida possono spingerci verso colori più accesi e contrastanti.
La notte può invece essere un ottimo momento per sperimentare anche colorazioni scure, come il nero, proprio grazie al contrasto della silhouette.
E soprattutto, non dobbiamo dimenticare che un artificiale non comunica solamente attraverso il colore.
Movimento, silhouette, vibrazioni, rumori e, in alcuni casi, scent possono contribuire al richiamo del predatore.
Per questo motivo il pescatore deve imparare a valutare l'artificiale nel suo insieme e non soltanto la sua livrea.
La cosa più importante, alla fine, è imparare a leggere lo spot e adattare le proprie scelte alle condizioni che abbiamo davanti.
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