Consigli utili per l’Eging: egi, orari, scent, glow, lancio e gestione degli spot

Consigli utili per l’Eging: piccoli accorgimenti che possono fare la differenza

L’Eging è una tecnica che può sembrare semplice: scegliamo un egi, lanciamo, lo lasciamo scendere e iniziamo a recuperare.

In realtà, dietro una buona pescata ci sono moltissimi dettagli.

La scelta dell’artificiale, l’orario, la profondità, la velocità di discesa, il modo in cui effettuiamo il recupero, la gestione del filo e persino piccoli accorgimenti prima del lancio possono influenzare il risultato.

In questa serie di Spinning Low Cost abbiamo raccolto alcuni consigli pratici dedicati soprattutto a chi vuole avvicinarsi all’Eging o migliorare il proprio approccio alla pesca di calamari e seppie.

Non esiste una regola valida sempre e comunque: il vero obiettivo è imparare ad adattarsi allo spot e alle condizioni.



1. Quali sono gli orari migliori per l’Eging?

Partiamo da una delle domande più frequenti:

qual è il momento migliore per andare a Eging?

Non esiste un orario universale, ma possiamo fare alcune considerazioni.

Per la ricerca del calamaro, generalmente possono essere molto interessanti:

  • le ore notturne;
  • l’alba;
  • il tramonto.

La scarsa luminosità può infatti creare condizioni favorevoli all'attività dei calamari e alla ricerca delle loro prede.

Per la seppia, invece, oltre ad alba, tramonto e ore notturne, non è insolito incontrare esemplari attivi anche durante le ore diurne.

Questo però non significa che durante il giorno non valga la pena provare a pescare il calamaro ad esempio...

Non esiste una regola fissa

È importante non trasformare queste indicazioni in una legge.

Il mare può sorprenderci in qualsiasi momento.

Temperatura dell'acqua, stagione, condizioni meteorologiche, presenza di foraggio, maree, correnti e caratteristiche dello spot possono modificare completamente l'attività dei cefalopodi.

Per questo motivo, se abbiamo la possibilità di pescare in un determinato momento, non dobbiamo necessariamente rinunciare solo perché non ci troviamo nell'orario considerato ideale.



2. Scegliere l’egi in base alla situazione

Uno degli aspetti fondamentali dell’Eging è la scelta dell’artificiale.

Gli egi non sono tutti uguali.

Possono differire per:

  • dimensione;
  • peso;
  • forma;
  • colore;
  • assetto;
  • velocità di discesa;
  • comportamento durante il recupero.

La scelta dovrebbe quindi dipendere dalla situazione che stiamo affrontando.

Ad esempio, se stiamo cercando calamari che si trovano a mezz'acqua o vicino alla superficie, un egi con una discesa troppo rapida potrebbe portarci velocemente sotto la zona in cui stanno cacciando.

Al contrario, in determinate situazioni, un egi più veloce può permetterci di raggiungere rapidamente profondità importanti.

L'egi giusto non è necessariamente quello migliore in assoluto, ma quello più adatto a quello specifico momento.

3. Controlla sempre la velocità di discesa

Quando acquistiamo un egi, è buona abitudine controllare le informazioni riportate sulla confezione o nella scheda tecnica.

In particolare, dobbiamo prestare attenzione alla velocità di discesa.

Questo dato ci permette di capire quanto rapidamente l’artificiale raggiungerà la profondità desiderata.

Conoscere questo valore ci aiuta a:

  • controllare meglio la discesa;
  • stimare il tempo necessario per raggiungere il fondo;
  • pescare a diverse profondità;
  • mantenere l’egi nello strato d’acqua interessato;
  • cambiare strategia più facilmente.

Questo diventa particolarmente importante nella pesca al calamaro, dove possiamo sondare tutta la colonna d’acqua.

4. Come aumentare la distanza di lancio dell’egi

Un piccolo accorgimento può aiutare a migliorare la distanza di lancio.

L'idea mostrata nella serie consiste nel posizionare temporaneamente l'egi a testa in giù, facendo passare lo spezzone di fluorocarbon lateralmente al piombo e poi dal lato opposto, dietro l'egi, tra gli aghi del cestello.

In questo modo, durante il lancio, il peso maggiore rimane maggiormente proiettato in avanti.

Il risultato può essere qualche metro in più di distanza.

Una volta che l'egi entra in acqua, oppure già con la prima jerkata, dovrebbe tornare nella sua posizione naturale.

Attenzione

Questo è un accorgimento da utilizzare con criterio.

Prima del lancio è fondamentale controllare che il filo sia libero e che il fluorcarbon non resti invece bloccato nel cestello.





5. Spot ad alto rischio di incaglio

L’Eging ci porta spesso a pescare in zone molto interessanti per i cefalopodi ma altrettanto insidiose per i nostri artificiali.

Parliamo, ad esempio, di fondali caratterizzati da:

  • rocce;
  • copertoni;
  • cime e corde;
  • reti;
  • detriti;
  • strutture sommerse;
  • relitti;
  • posidonia;
  • altri ostacoli.

Sono ambienti nei quali possono concentrarsi piccoli pesci e altri organismi e, di conseguenza, anche i cefalopodi.

Il problema è evidente:

più ostacoli significa anche maggiore possibilità di perdere un egi.





6. Come affrontare gli spot difficili?

La prima soluzione è modificare il modo in cui peschiamo.

In un fondale particolarmente sporco o roccioso possiamo:

  • ridurre il tempo di contatto con il fondo;
  • utilizzare egi con un assetto adatto;
  • evitare trascinamenti prolungati;
  • controllare maggiormente la discesa;
  • recuperare l'egi prima che finisca dentro gli ostacoli.

La tecnica deve quindi cambiare in funzione del fondale.

Non possiamo pescare nello stesso modo su una distesa sabbiosa e in mezzo a rocce, corde e detriti.

7. Un sistema "sacrificabile" per gli spot a rischio

Ciò consiste nel modificare un vecchio egi o un modello molto economico per utilizzarlo in condizioni particolarmente rischiose.

L'idea è:

  1. utilizzare un vecchio egi o un modello economico;
  2. rimuovere il piombo interno/inferiore previsto dalla costruzione originale;
  3. chiudere e sigillare accuratamente la parte interessata;
  4. collegare all'occhiello dell'egi uno spezzone di nylon;
  5. applicare un piccolo piombino all'estremità del nylon.

In questo modo il peso viene separato dall'egi.

Il piombino porta l'assetto verso il fondo, mentre l'egi può rimanere sollevato rispetto al substrato, risultando maggiormente visibile e potenzialmente meno esposto agli ostacoli direttamente presenti sul fondo.

Il vantaggio più interessante è che, in caso di incaglio del piombino, possiamo perdere solamente il terminale, anziché necessariamente tutto l'egi.

Un accorgimento da utilizzare con prudenza

La modifica deve essere realizzata in modo sicuro e affidabile.

Bisogna controllare attentamente:

  • solidità dell'occhiello;
  • tenuta del nylon;
  • collegamenti;
  • peso utilizzato;
  • assetto dell'egi;
  • comportamento dell'artificiale in acqua.

Inoltre, non è detto che questa soluzione sia adatta a ogni tipo di egi o a ogni condizione.

È un sistema da considerare soprattutto quando vogliamo affrontare fondali particolarmente soggetti a incagli.



8. Come rendere un egi più attrattivo?

Oltre alla scelta dell’artificiale, esistono prodotti specifici chiamati scent, pensati per essere applicati agli artificiali.

Gli scent possono aggiungere una componente olfattiva alla presentazione dell'egi.

L'utilizzo è molto semplice: possiamo applicare il prodotto sull'artificiale seguendo le indicazioni del produttore.

È importante però considerarlo come un elemento aggiuntivo, non come una soluzione miracolosa.

Uno scent non sostituisce:

  • la scelta corretta dello spot;
  • un egi adeguato;
  • una buona presentazione;
  • un recupero corretto;
  • la capacità di individuare la profondità dei cefalopodi.

Può essere semplicemente un'ulteriore variabile da provare.




9. Egi Glow: un aiuto durante la pesca notturna

Quando peschiamo di notte, la visibilità dell’artificiale diventa un elemento interessante.

Esistono egi Glow, progettati per emettere una luminosità visibile al buio dopo essere stati caricati con una fonte luminosa.

Una luce UV può essere utilizzata per "caricare" il materiale fluorescente dell'egi.

Una volta spento il fascio UV, l'artificiale può continuare a emettere luce per un determinato periodo, a seconda del materiale e delle caratteristiche del prodotto.

Questo può rappresentare una marcia in più nelle sessioni notturne, soprattutto quando vogliamo aumentare la visibilità dell'artificiale.

10. Come utilizzare la luce UV con un egi Glow

Il procedimento è semplice.

Possiamo:

  1. prendere un egi Glow;
  2. illuminarlo con una lampada UV;
  3. concentrare la luce sulle parti fluorescenti;
  4. attendere che il materiale si carichi;
  5. iniziare la pesca.

La durata e l'intensità dell'effetto possono variare in base all'egi e al materiale utilizzato.




11. Scent e Glow: non sono "trucchi magici"

È importante chiarire un concetto.

Scent e Glow possono essere strumenti interessanti, ma non dobbiamo considerarli metodi miracolosi per catturare.

L'Eging rimane una tecnica basata soprattutto su:

spot + profondità + presentazione + recupero + adattamento.

Se i calamari non sono presenti nella zona, un egi Glow non farà miracoli.

Se stiamo pescando a una profondità completamente sbagliata, lo scent non risolverà il problema.

La prima cosa da imparare rimane quindi sempre la stessa:

capire dove sono le nostre prede.

12. Il fondale deve guidare la nostra tecnica

Uno dei concetti che torna più volte nell'Eging è quello dell'adattamento.

Immaginiamo alcune situazioni completamente differenti.

Fondale sabbioso

Possiamo lavorare maggiormente vicino al fondo, effettuando anche recuperi più lenti e controllati.

Fondale roccioso

Dobbiamo prestare maggiore attenzione.

Il contatto con il fondo deve essere gestito con più cautela.

Fondale con detriti e ostacoli

Qui dobbiamo essere ancora più prudenti.

Se continuiamo a pescare esattamente nello stesso modo, aumenteremo semplicemente le probabilità di perdere artificiali.

Il fondale ci dice come pescare.

13. Non esiste un orario, un colore o un egi "magico"

Questo concetto merita di essere sottolineato.

Nel mondo della pesca capita spesso di cercare:

"Il colore migliore."

"L'egi migliore."

"L'orario migliore."

"Il recupero migliore."

La realtà è molto più complessa.

Un colore che funziona benissimo una sera potrebbe essere meno efficace la sera successiva.

Un egi che ci ha regalato diverse catture potrebbe non essere quello giusto in una determinata condizione.

Un recupero che funziona in un porto potrebbe essere completamente inadatto su una scogliera.

La vera abilità del pescatore è saper cambiare.

14. Costruire una piccola "cassetta" per l'Eging

Per affrontare diverse situazioni non è necessario avere decine di artificiali.

Possiamo iniziare creando una selezione ragionata di egi con caratteristiche differenti.

Ad esempio:

  • egi di diverse misure;
  • colori naturali;
  • colori più accesi;
  • modelli con diversa velocità di discesa;
  • qualche modello Glow;
  • qualche artificiale da utilizzare in situazioni particolari.

In questo modo possiamo adattarci più facilmente alle condizioni senza dover portare con noi un'intera collezione.

15. Prima di iniziare la pescata: osserva

Prima ancora del primo lancio, prendiamoci qualche minuto.

Osserviamo:

  • condizioni del mare;
  • vento;
  • corrente;
  • luminosità;
  • profondità;
  • tipo di fondale;
  • presenza di piccoli pesci;
  • eventuale attività in superficie.

Sono tutte informazioni che possono aiutarci a decidere come iniziare.

Poi saranno i primi lanci a darci ulteriori informazioni.

16. La strategia migliore? Provare e prendere informazioni

L'Eging non deve essere affrontato come una sequenza automatica.

Possiamo iniziare con una determinata strategia e poi modificarla.

Ad esempio:

Primo lancio: sondiamo il fondo.

Secondo lancio: proviamo a fermare l'egi a mezz'acqua.

Terzo lancio: lavoriamo più vicino alla superficie.

Se arriva un attacco a una determinata profondità, abbiamo appena ottenuto un'informazione preziosa.

Da quel momento possiamo concentrare maggiormente la nostra pesca su quello strato.

Questo è uno dei modi migliori per imparare.

Importante è anche non stazionare sempre nello stesso punto! Prova a fare una serie di lanci a ventaglio per sondare la zona circostante, se non si hanno riscontri, spostati una decina di metri e riprova. 

I consigli più importanti della serie

Se dovessimo riassumere tutta la serie in pochi punti, potremmo dire:

1. Scegli l'egi in base alle condizioni

Non esiste un artificiale perfetto per ogni situazione.

2. Considera l'orario

Calamari e seppie possono avere attività differenti, ma non esistono regole assolute.

3. Controlla la discesa

Conoscere la velocità di affondamento dell'egi aiuta a gestire meglio la profondità.

4. Cerca la zona Strike

Quando individui la profondità nella quale avvengono gli attacchi, sfruttala.

5. Leggi il fondale

Rocce, corde, copertoni e detriti possono essere interessanti per la pesca ma aumentano il rischio di incaglio.

6. Adatta la tecnica

Non pescare allo stesso modo su ogni tipo di spot.

7. Prova gli scent

Possono aggiungere una componente interessante alla presentazione dell'egi.

8. Prova gli egi Glow

Durante la notte possono aumentare la visibilità dell'artificiale.

9. Cura anche il lancio

Piccoli accorgimenti possono aiutare a guadagnare qualche metro.

10. Sperimenta

L'esperienza arriva soprattutto imparando a leggere quello che succede durante la pescata.

Conclusioni: nell'Eging sono i dettagli a fare la differenza

L'Eging è una tecnica che permette di divertirsi anche con un'attrezzatura relativamente semplice, ma che offre moltissime possibilità di personalizzazione.

La differenza, spesso, non la fa il singolo "trucco".

La fa la capacità di mettere insieme tante piccole informazioni:

orario, spot, fondale, egi, velocità di discesa, profondità, recupero e comportamento delle prede.

Scent, Glow, modifiche dell'attrezzatura e accorgimenti per aumentare la distanza di lancio possono essere strumenti interessanti da sperimentare.

Ma il consiglio più importante rimane uno:

impara a osservare, capire e ad adattarti.

Se troviamo calamari a mezz'acqua, pescare continuamente sul fondo probabilmente non ci aiuterà.

Se troviamo uno spot pieno di ostacoli, dobbiamo modificare il nostro approccio.

Se arriva la notte, possiamo provare un egi Glow.

Se vogliamo aumentare l'attrattività, possiamo sperimentare uno scent.

Se perdiamo continuamente egi sugli incagli, dobbiamo chiederci se stiamo pescando nel modo corretto per quel fondale.

È proprio questo che rende l'Eging così interessante: non esiste una sola soluzione.

Bisogna provare, osservare, correggere e imparare.

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