Incaglio nello spinning: come provare a liberare un artificiale senza danneggiare canna e mulinello

L'incaglio: l'incubo di ogni pescatore a spinning

Chi pratica la pesca a spinning lo sa bene: prima o poi arriva quel momento.

Lancio perfetto, recupero interessante, magari anche un attacco che sembra imminente… e improvvisamente l'artificiale si blocca.

Tiri leggermente.

Niente.

Provi ancora.

Niente.

Aumenti la pressione sulla canna e inizi a pensare:

"Adesso lo tiro fuori!"

Ed è proprio in questo momento che il sangue arriva al cervello, bisogna fare attenzione.

Aggiungo: LE IMPRECAZIONI, NO, NON AIUTANO A DISINCAGLIARE 😅 

Un artificiale incagliato può essere fastidioso e, in alcuni casi, può significare perdere qualche euro di attrezzatura. Ma cercare di recuperarlo a tutti i costi utilizzando la canna e il mulinello nel modo sbagliato può trasformare un semplice incaglio in un danno molto più costoso.

In questa guida vediamo quindi come comportarsi quando un artificiale rimane incagliato, cosa evitare e una tecnica che possiamo provare prima di arrenderci.



Perché gli artificiali si incagliano?

Gli incagli fanno parte della pesca a spinning, soprattutto quando si pesca in ambienti caratterizzati da strutture e ostacoli.

Scogliere, massi, pietre sommerse, alghe, relitti, strutture portuali e altri ostacoli possono nascondere predatori, ma allo stesso tempo rappresentano un rischio per i nostri artificiali.

Jig, minnow, lipless, siliconici armati e altri artificiali possono infatti rimanere bloccati:

  • tra le rocce;
  • sotto una sporgenza;
  • dentro una fenditura;
  • tra alghe o vegetazione;
  • su corde e cime presenti in acqua;
  • su strutture artificiali;
  • con l'ancoretta o l'amo incastrati.

Il problema è che non tutti gli incagli sono uguali.

Capire dove è rimasto bloccato l'artificiale può aiutarci a scegliere il modo migliore per provare a liberarlo.



Cosa NON fare quando l'artificiale è incagliato

La prima regola è semplice:

Non cercare di risolvere l'incaglio usando tutta la potenza della canna.

Quando vediamo l'artificiale bloccato, uno degli errori più comuni è quello di piegare sempre di più la canna verso l'alto, cercando di esercitare maggiore pressione.

È una situazione particolarmente rischiosa.

La canna da spinning è progettata per lavorare sotto carico, ma non per essere utilizzata come una leva contro un ostacolo completamente immobile.

Evitiamo quindi di:

  • tirare forte piegando la canna verso l'alto;
  • sbacchettare violentemente la canna avanti e indietro;
  • mettere la canna in orizzontale seguendo la direzione del filo e tirare con tutto l'apparato pescante;
  • continuare ad aumentare la pressione quando l'artificiale non dà alcun segnale di movimento.

Questi comportamenti possono sottoporre a forti sollecitazioni a tutto l'apparato pescante

E il rischio non vale quasi mai il prezzo dell'artificiale.

Il rischio di rompere la canna

Uno degli errori più costosi è pensare:

"La canna è potente, quindi posso tirare."

La potenza della canna non significa che sia indistruttibile.

Durante un incaglio particolarmente duro, l'artificiale può essere praticamente immobile mentre noi continuiamo ad aumentare la pressione.

In questa situazione la canna può raggiungere una condizione di forte stress.

Il rischio è quello di danneggiare o rompere il blank, soprattutto se la canna viene portata in una posizione estrema.

Anche il mulinello non dovrebbe essere utilizzato come un vero e proprio argano.

Per questo motivo, quando ci rendiamo conto che l'artificiale è bloccato seriamente, è meglio interrompere il tentativo di recupero con la canna (o non iniziarlo proprio).




Come provare a liberare un artificiale incagliato

Se abbiamo escluso situazioni pericolose e vogliamo provare una tecnica di disincaglio, possiamo procedere in maniera molto più controllata.

L'obiettivo è sfruttare una variazione improvvisa della tensione sul trecciato, anziché continuare a tirare progressivamente.

1. Apriamo l'archetto del mulinello

Per prima cosa apriamo l'archetto e facciamo uscire un po' di trecciato dalla bobina.

Questo ci permette di avere maggiore libertà di movimento e soprattutto di evitare di mantenere la canna sotto carico durante il tentativo.

2. Mettiamo la canna al sicuro

Poggiamo la canna in un luogo stabile e sicuro.

Questo passaggio è importante.

Non dobbiamo utilizzare la canna per esercitare la forza necessaria a tentare di liberare l'artificiale.

La canna deve rimanere fuori dall'azione.



3. Tendiamo il trecciato

A questo punto possiamo raggiungere il trecciato e tenderlo manualmente.

La tensione deve essere controllata.

Non dobbiamo avvolgere il filo attorno alle dita, alle mani o al corpo: il trecciato può essere molto sottile e può provocare tagli quando viene sottoposto a forte tensione, oltre al fatto che non avremo più l'azione cercata.

È quindi importante procedere con cautela e, quando possibile, utilizzare una presa sicura.

4. Mettiamo il filo in tensione

Una volta ottenuta una buona tensione, possiamo preparare il tentativo di disincaglio.

L'idea non è quella di continuare a tirare sempre più forte.

Al contrario, si cerca di creare una tensione controllata e poi rilasciarla rapidamente.

Questa variazione improvvisa può, in determinate condizioni, aiutare l'artificiale a cambiare leggermente posizione e liberarsi dall'ostacolo.



5. Lasciamo andare il filo di colpo

Una volta che il trecciato è sufficientemente teso, possiamo lasciarlo andare rapidamente.

Dopodiché controlliamo se l'artificiale si è liberato.

Se non è successo nulla, possiamo riprovare un paio di volte, sempre con prudenza.

Non bisogna però trasformare il tentativo in una gara a chi tira più forte.

Se dopo diversi tentativi l'artificiale rimane completamente bloccato, è meglio cambiare approccio.



Perché questa tecnica può funzionare?

Il principio è relativamente semplice.

Quando un artificiale è incastrato su un ostacolo rigido, una variazione improvvisa della tensione può permettere all'artificiale di muoversi quel tanto che basta per cambiare posizione.

Pensiamo, ad esempio, a un'ancoretta incastrata tra due rocce.

Una trazione continua tende semplicemente a mantenere l'amo nella stessa posizione.

Una variazione improvvisa della tensione può invece modificare il modo in cui l'amo è appoggiato o incastrato.

Naturalmente non è una tecnica garantita.

Dipende dalla posizione dell'artificiale, dal tipo di ostacolo e da come è avvenuto l'incaglio.

Roccia o corda: l'ostacolo fa la differenza

Un concetto importante è proprio questo: l'incaglio su un ostacolo rigido non è uguale a quello su un ostacolo flessibile.

Come capire a cosa si è rimasti incagliati?

Semplicemente tirando ci si accorge, in base alla resistenza prodotta, che probabile ostacolo abbia prodotto l'incaglio. se con la lenza in tiro si riesce a tirare anche di poco, capiamo che si tratta di un ostacolo "morbido". Se invece anche tirando resta tutto immobile allora è roccia.

Su una roccia, un artificiale può essere bloccato da un punto preciso.

Una variazione improvvisa della tensione potrebbe quindi permettere all'amo o all'ancoretta di uscire.

Su una corda, invece, la situazione è completamente diversa.

L'ancoretta, nel caso della corda, può penetrare al suo interno, può inoltre deformarsi, spostarsi e assorbire parte dell'energia generata dal rilascio.

Per questo motivo, la stessa tecnica può essere molto meno efficace quando l'artificiale è incagliato su una cima o su un altro ostacolo flessibile.

In questi casi è importante non insistere inutilmente.



E se l'artificiale non si libera?

Arrivati a questo punto bisogna essere realisti.

Abbiamo provato la tecnica, abbiamo ripetuto il tentativo e l'artificiale continua a non muoversi.

Forzare ancora la canna non è la soluzione.

Se non c'è più nulla da fare, l'ultima possibilità può essere quella di recuperare direttamente il trecciato e cercare di rompere il filo nel punto più vicino possibile all'artificiale.

L'obiettivo, in questo caso, non è salvare a tutti i costi l'artificiale.

È cercare di limitare la quantità di trecciato che saremo costretti a perdere.

Anche in questo caso bisogna prestare molta attenzione.

Il trecciato sotto forte tensione può essere pericoloso: non bisogna mai avvolgerlo attorno alle mani, alle dita o al corpo per tirare più forte.

È preferibile utilizzare accessori,( tipo QUESTO anello, utile anche per stringere i nodi ) sistemi e procedure sicure per esercitare la trazione e mantenersi sempre fuori dalla possibile traiettoria di ritorno del filo o dell'artificiale.



Meglio perdere un artificiale che una canna

Questo dovrebbe essere il concetto più importante di tutta la serie.

Un artificiale, per quanto costoso o affezionato, si può sostituire.

Una canna danneggiata o un mulinello compromesso possono invece rappresentare una spesa decisamente maggiore.

Inoltre, cercare di liberare un artificiale con una trazione eccessiva può danneggiare componenti che magari non noteremo immediatamente.

Per questo motivo, quando l'incaglio diventa serio, bisogna accettare anche la possibilità di perdere l'artificiale.

Fa parte della pesca.

Come ridurre il rischio di incaglio

Prevenire è sempre meglio che dover recuperare un artificiale incagliato.

Quando conosciamo bene uno spot possiamo iniziare a capire quali sono le zone più pericolose.

Prima di pescare possiamo osservare:

  • presenza di rocce affioranti;
  • massi sommersi;
  • profondità ridotta;
  • strutture portuali;
  • corde e cime;
  • alghe e vegetazione;
  • relitti o strutture sommerse;
  • presenza di ostacoli lungo la traiettoria del recupero.

Anche la scelta dell'artificiale può fare la differenza.

In uno spot particolarmente ricco di ostacoli, utilizzare un artificiale con un'armatura più esposta può aumentare il rischio di incaglio.

In alcune situazioni può quindi essere utile scegliere artificiali e montature che permettano di pescare più agevolmente tra gli ostacoli.

Ne abbiamo parlato in QUESTO articolo

Conoscere il proprio spot è fondamentale

La conoscenza dello spot è una delle armi più importanti per chi pratica spinning.

Un artificiale perso non è necessariamente il risultato di una cattiva tecnica.

A volte semplicemente stiamo pescando in un ambiente dove gli incagli sono inevitabili.

La differenza sta nel conoscere il fondale e nel capire dove lanciare, dove far affondare l'artificiale e soprattutto come recuperarlo.

Con l'esperienza inizieremo a riconoscere le zone in cui il rischio è maggiore e potremo modificare di conseguenza:

  • traiettoria del lancio;
  • profondità di pesca;
  • velocità di recupero;
  • tipo di artificiale;
  • tipo di armatura;
  • altezza della canna durante il recupero.

L'incaglio fa parte dello spinning

Per quanto possiamo essere attenti, l'incaglio rimarrà sempre una possibilità nella pesca a spinning.

Anzi, spesso gli spot più interessanti per i predatori sono proprio quelli caratterizzati da strutture, rocce e ostacoli.

Il nostro compito è quindi trovare un equilibrio tra rischio e possibilità di cattura.

Quando l'artificiale si incaglia, la parola d'ordine deve essere:

calma.

Non bisogna farsi prendere dalla frustrazione e iniziare a tirare con tutta la forza disponibile.

Prima mettiamo al sicuro la canna, poi proviamo a lavorare direttamente sul trecciato con una procedura controllata.

Se l'artificiale è su un ostacolo rigido, possiamo provare la tecnica della tensione e del rilascio.

Se non funziona, evitiamo di danneggiare l'attrezzatura.

E se proprio non c'è nulla da fare…

meglio perdere un artificiale che una canna.

Conclusioni

Ricapitolando: l'incaglio è uno degli inconvenienti più comuni e fastidiosi della pesca a spinning, ma sapere come comportarsi può evitare danni inutili.

La cosa più importante è non utilizzare la canna e il mulinello come strumenti per forzare un artificiale bloccato.

Prima di tutto analizziamo il tipo di ostacolo.

Se possibile, possiamo provare a liberare l'artificiale mettendo la canna al sicuro, tendendo il trecciato manualmente e rilasciando rapidamente la tensione.

La tecnica può funzionare soprattutto sugli ostacoli rigidi, mentre può essere molto meno efficace su corde e altri ostacoli flessibili.

Se dopo diversi tentativi l'artificiale rimane bloccato, bisogna sapere quando arrendersi.

Perché nella pesca a spinning perdere un artificiale può essere frustrante.

Rompere una canna per cercare di recuperarlo lo è molto di più. 🎣

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E speriamo che il prossimo lancio non finisca su una roccia! 😅

FAQ – Domande frequenti sull'artificiale incagliato

Cosa fare quando un artificiale si incaglia?

La prima cosa da fare è evitare di forzare la canna. È consigliabile mettere la canna in sicurezza e provare a lavorare direttamente sul trecciato con una procedura controllata.

Come liberare un jig incagliato sulle rocce?

Se il jig è incagliato su un ostacolo rigido, si può provare a mettere la canna al sicuro, tendere il trecciato e rilasciare rapidamente la tensione. Non è una tecnica garantita e va eseguita con prudenza.

È possibile liberare un artificiale incagliato su una corda?

È più difficile. Una corda è un ostacolo flessibile,l'ancoretta può penetrarla e può inoltre assorbire parte della variazione di tensione, rendendo inefficace la tecnica del rilascio improvviso.

Posso tirare forte con la canna per liberare l'artificiale?

È sconsigliato. Una trazione eccessiva può sottoporre a forte stress la canna, il mulinello, gli anelli e il trecciato, aumentando il rischio di danneggiare l'attrezzatura.

Cosa fare se non riesco a recuperare l'artificiale?

Dopo aver effettuato alcuni tentativi controllati, se l'artificiale non si libera, può essere necessario sacrificare l'artificiale e recuperare il trecciato nel modo più sicuro possibile, evitando di utilizzare la canna come leva.

È normale perdere artificiali pescando a spinning?

Sì. L'incaglio fa parte della pesca a spinning, soprattutto quando si pescano spot rocciosi o ricchi di strutture. L'obiettivo è ridurre il rischio attraverso la conoscenza dello spot e una scelta adeguata di artificiali e montature.



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